Pratobello

Postati in cultura, politica con i tag su giugno 10, 2009 da Sardegnablogz

Ecco una parte della poesia cantata dal gruppo Rubanu di Orgosolo

Orgòsolo pro terra de bandidos
Fin’a eris da-e totu’ fis connota
Ma oe a Pratobello tot’ unidos

Fizos tuos falado’ sun in lota
Contra s’invasione militare
Ki a inie fi faghende lota

Invetze’ de tratores pro arare
Arriban carrarmados e cannones
E trupas de masellu d’addestrare

Mandada da-e sos solitos bufones
Ki keren ki rinasca’ sa Barbaja
Cun parcos pro sas muvras e sirbones
….

E’ stata composta in memoria delle famose giornate di Pratobello, una zona nei pressi di Orgosolo (NU), che voleva essere trasformata in un poligono di tiro permanente per l’esercito italiano.

La popolazione si è opposta…un intero paese ha lottato non con le armi ma bensì con le parole, affinche quei terreni rimanessero a disposizione dei pastori e della gente del luogo…

Orogosolo e Pratobello: esempio di una lotta pacifica e senza spargiemento di sangue…

Video Nuoro antica

Postati in cultura con i tag , su giugno 10, 2009 da Sardegnablogz

Ecco Nuoro come era circa cento anni fa…

Sono cambiate molte cose, ma nel centro storico si può ancora rivivere quel periodo, case che conservano antichi ricordi e tanta storia…

Nuoro, da piccolo centro agro-pastorale è cresciuta ma non è mai diventata pienamente una “città”…

E’ sempre a metà strada tra città e paese…in una parola: Nuoro

Banditi a Orgosolo

Postati in cultura, politica con i tag , su giugno 9, 2009 da Sardegnablogz

Capita un giorno di vederti un bel film… Ne avevi sentito parlare…Banditi, Orgosolo, anni 50-60… tutto un altro mondo…

E così prendi quel DVD e lo metti nel computer… Play… Si parte…

Tutto in bianco e nero proprio come la vita di quei pastori, costretti a vivere, anzi a sopravvivere in ambienti ostili, ad essere prigionieri di una vita difficile, complicata… tra le montagne…

Banditi a Orgosolo non è solo un film. E’ memoria storica. E’ una realtà della Sardegna che tuttora ha radici solide nella millenaria cultura sarda.

Sono cambiate molte cose, è vero… Ma altre sono rimaste identiche… caratteristiche che rendono unico il popolo sardo…testardo, fiero e tenace…

Banditi a Orgosolo…

Dalla terrazza…

Postati in cultura con i tag su giugno 8, 2009 da Sardegnablogz

Dalla terrazza…ti affacci e vedi il sole…vedi quel monte in lontananza…è il Monte Ortobene…il monte di Nuoro…

Ti colpisce per la sua semplicità ma anche per la sua imponenza, con quella statua poi…la statua dei nuoresi, il Redentore…chi non è mai salito lassù, per “contemplare il paesaggio”, per toccare quella statua…

Da bambini, sempre a giocare… Alla pista da pattinaggio…a correre e ridere…sulle altalene… 

E d’estate a trovare un pò di fresco, lontano dalla città…

E quando nevica… che bello, le strade innevate… un manto bianco…

Il monte, il nostro monte…dentro la città…

Dalla terrazza, che bello, vedo il monte, il nostro monte, il Monte Ortobene…

Urbain: immagini precostituite del paesaggio

Postati in cultura, politica, turismo su giugno 2, 2009 da Sardegnablogz

Secondo lo studioso Urbain, c’è la necessità di costruire delle immagini sui luoghi di vista, ossia bisogna interpretare gli elementi che formano l’offerta di un luogo.

Abbiamo:

  1. elementi culturali (in Sardegna per esempio bisogna sfruttare il proprio patrimonio artistico e storico e comunicare meglio all’esterno eventi e manifestazioni come il Carnevale Barbaricino o Autunno in Barbagia);
  2. elementi ambientali (in Sardegna si potrebbe sfruttare al meglio il GENNAARGENTU e tutte le risorse faunistiche e floreali che custodisce);
  3. elementi insediativi (molti centri storici imporatanti come quello di Cagliari, ma anche di Nuoro o di paesi come Galtellì meritano maggiore attenzione);
  4. elementi d’offerta (migliorare il settore ricettivo, pubblicizzare maggiormente B&B, agriturismo, artigianato).

Insomma c’è tanto lavoro da fare. Basta iniziare a proteggere e preservare quello che già abbiamo, la natura, e da essa cercare di richiamre turisti consapevoli che ciò che stanno visitando, non è il “solito mare e la solita spiaggia”, ma ben altro.

Lo sguardo turistico generalizzato

Postati in cultura, politica, turismo su giugno 2, 2009 da Sardegnablogz

J. Urry, altro studioso del turismo della scuola francese, parla di sguardo turistico generalizzato. “Lo sguardo in ogni periodo storico si costruisce in relazione al suo opposto”. Il turismo implica una rottura con la quotidianità.

Pone anche delle “pre-condizioni” per il turismo come ad esempio quella che dice che “i posti sono scelti per essere visitati a ragione di un’anticipazione estetica, in genere mass-mediale”, o ancora ” si moltiplicano gli oggetti da guardare entro una complessa e mutevole gerarchia di contesti”.

Ciò significa che i turisti che vengono nella mia isola sono altamente influenzati da ciò che i mass-media trasemttono, quindi mare=bello VS interno/montagna=brutto. Purtroppo la maggior parte della popolazione vacanziera la pensa così: meglio farsi un bel bagno in un mare cristallino, piuttosto che visitare nuraghi, menhir, tombe dei giganti, pozzi sacri, dolmen, domus de janas, Mamoiada e le sue maschere, vivere l’intensità del Carnevale Barbaricino, sentire il tipico canto a tenore… Credo che ai più, un termine come “domus de janas” non dica niente. Eppure dovrebbero essere proprio questi posti ad essere pubblicizzati.

Ancora :” si moltiplicano gli oggetti da guardare entro una complessa e mutevole gerarchia di contesti”…be, magari fosse così. Nella maggior parte dei casi, l’unico “contesto” scelto dal turista medio è il mare. Dimenticando che c’è tanto altro da vivere e “sentire” dentro il cuore della Sardegna.

Democratizzazione dei viaggi

Postati in cultura, politica su giugno 2, 2009 da Sardegnablogz

I fatelli Thoureau, studiosi francesi del mondo turistico, hanno delineato tre diversi stili di turismo:

  1. lo stile aristocratico;
  2. lo stile etnico e culturale;
  3. lo stile di rischio e di avventura.

Quello che mi ha colpito di più è lo stile aristocratico. La classe aristocratica domina in Europa sino al 1950 plasmando integralmente le classi media.

Ma è a partire dalla Seconda Guerra Mondiale che inizia una profonda rivoluzione culturale che porterà ad una “democratizzazione dei viaggi”.

Prima infatti i viaggi di piacere erano destinati solamente alle classi più agiate, agli aristocratici. Un esempio può essere il “Grand Tour” che fece la sua comparsa per la prima volta nel mondo aristicratico inglese intorno al 1700 in concomitanza con la Rivoluzione Industriale.

Ma allo stesso tempo, la nascita dell’Industria, del “tempo di lavoro”, del reddito e del “capitalismo”, fanno nascere anche l’idea del “leisure”, del tempo libero, delle “ferie”, delle vacanze. Ecco quindi le “colonie” in cui mandare i figli dei dipendenti delle più importanti aziende nazionali, ecco gli stabilimenti balneari ed ecco la vacanze “per tutti”, per il popolo che finalmente può permettersi un pò di svago.

Nel caso della Sardegna la vacanza balneare ha avuto inizio intorno agli anni ’50. Prima? Prima il mare c’era. Ma l’idea di andare al mare a prendere il sole…non esisteva.

Bisognava lavorare, e per molti pastori che abitavano fra le montagne, il mare non era altro che una parola, un vocabolo come gli altri. “Il mare? E chi lo sa… Io per ora ho il mio gregge”.

Poi è arrivato il miliardario di turno, la Costa Smeralda e l’oblio di un’intera civiltà, quella nuragica, che meriterebbe più attenzione e che potrebbe essere veramente una nuova meta per questi viaggi “democratici”.

 

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